Andando per ordine vi parlo a grandi linee delle tappe raggiunte durante la mia vacanza natalizia.
La base operativa è stata Desenzano del Garda, immersa nella nebbia e nell'umidità (coff coff...)
C'ero già stata da piccolina, in estate, e ricordavo bellissima tutta la zona del lago. Inutile dire che d'inverno è altrettanto suggestiva ma purtroppo la nebbia e quell'antipatica pioggerellina quasi non c'hanno dato tregua.
Io e la combriccola siamo stati a Sirmione, carinissima, con il suo castello e le sue viuzze in pietra. Avremmo visitato volentieri anche le grotte di catullo ma il tempo ed il meteo non hanno permesso.
Siamo stati a Verona. Che dire.... wow! Non me l'aspettavo così bella! L'unica meraviglia... l'arena! Me l'aspettavo.... più grande!! Cioè... dopo aver visto quella di Roma e S. Maria CV, sembrava quasi una miniatura hehe! Cmq da ritornarci davvero con più calma! La tetta a Giulietta l'ho toccata (....ma non dovrebbe esserci anche un Romeo mmhh mmhh? hehehe), ed ho fatto anche la foto sotto l'albero della Bauli. Sembravo veramente un panettone....
Trento... bocciatissima =( Dopo aver visto Merano, Innsbruck e Bolzano... una delusione. Di un trishhhhte... In piu, castello chiuso prestissimo e scarpe scollate. Sfigata ho girato per tutta Trento con i piedi inzuppati fradici in acqua gelata e ho dovuto acquistare un paio di stivali in fretta e furia indossando le scarpe di mio cognato. Numero 43. Che risate, che vergogna... (e le lacrime non vi dico....).
Venezia... ah Venice Venice... tutti dicono che è triste. Solo io gioisco alla vista del Canal Grande e P.zza S. Marco? Delle gondole e del ponte dei sospiri? Ogni volta è una sorpresa. Bellissima!
Gardone e Salò... carine, a parte la vista lago mozzafiato. Ho visitato il Vittoriale e la casa di D'Annunzio e me ne sono letteralmente innamorata. Quante cose in comune in quella villa! Simboli, foto, oggetti, luci ed ombre. Tutto familiare. Mi sentivo quasi a casa. Ed è pure Pesci... Che matto quel Gabriele!!!!!!!!!!!!
Milano. Ha superato a pieno le mie aspettative. A parte la periferia fatta di palazzi simil ospedali e casermoni, senza balconi nè niente, il centro della città è davvero molto molto bello. Sarà che l'ho visitato alle 9.00 di sera, addobbato per Natale... Davvero mi ha sorpresa. Era l'unica grande città che mi mancava, perchè non mi aveva mai attirata, ma ho fatto una passeggiata davvero piacevole. Il Duomo con la sua piazza immensa, La Scala con il suo gioco di luci, la galleria gemella di Napoli, il Castello Sforzesco. ...E che addobbi! Quante luci, quanti suoni! Persino i tram a festa sponsorizzati dalla Coca Cola! Finalmente ho sentito un pò di Natale... E poi ho conosciuto tutti i cugini di mia madre che non avevo mai visto in vita mia. Che persone squisite davvero!
Ultima tappa... Gardaland! Ci sono stata un casino di volte da bambina, ma adesso ho visto il parco con altri occhi, e non mi ha deluso assolutamente. L'unica pecca? Credo di aver cominciato la giornata con la giostra sbagliata. Mi ero ripromessa di non andare sulle montagne russe e soprattutto sullo Space Vertigo... scegliendo come prima giostra il Blue Tornado.
... avevo mal di gola ed ero quasi senza voce. Ma ho gridato con quanto fiato avevo in corpo!!!!
Ho pregato che il giro fosse solamente uno e sono scesa, assieme ad alcuni miei amici, con le gambe tremanti e balbettando!!!! PAURAAAAA! Il mio ragazzo si è rifiutato di fare le altre giostre (uff) e così ci siamo buttati sul leggero. Però ho scoperto il piacere del cinema dinamico (il 4D). Il primo giro l'ho fatto nel TIME VOYAGER, spettacolare davvero, associando alla mobilità dei sedili, effetti con spruzzi d'acqua, vento, profumi etc. Il secondo ed il terzo (ho fatto due volte la stessa giostra) con il 4D Adventure, precisamente nell'Himalamazon. Sono stata presa da una crisi di risate ed adrenalina, soprattutto nel primo giro, che le persone avranno pensato che fossi pazza. Esaurita. Fuori di testa. Me la sono spassata alla grande davvero!
Insomma... bella vacanza davvero =)
I miei splendidi amici poi, hanno contribuito a renderla ancora più bella. Grazie ragazzi!!!
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8 gen 2010
9 mag 2009
SEI OBESO, TU NON SALI!
Spassosissimo articolo di Oscar Grazioli relativo ad una provvedimento deciso da Trenitalia, che entrerà in vigore a Ottobre, che non farà salire a bordo del treno cani e gatti che superano i sei chili.Decisione più ottusa (eufemismo) non potevano prenderla. Se i dirigenti di Trenitalia si sono rifatti, come affermano, al modello spagnolo, nessun problema ad asserire che hanno preso il peggiore dell’Europa allargata. Attendo con ansia che al Colosseo e all’Arena di Verona si possano vedere le Corride.
Dal primo di ottobre dunque se avete un cane o un gatto che supera i 6 chili di peso, non potete viaggiare sui treni del Bel Paese. Se pesa meno di 6 chili obbligatorio il trasportino e un certificato veterinario, tanto per semplificare la vita a chi possiede cani e gatti. Faccio una rapida rivisitazione mnemonica delle razze canine e dei loro incroci e sono certo di non sbagliare se affermo che oltre il 90% dei cani italiani non potranno viaggiare sui treni. Un Cocker adulto pesa attorno al doppio della soglia limite e non mi pare sia proprio un gigante. Senza contare cani e gatti sovrappeso o francamente obesi: un Barboncino un po’ grassottello o uno Yorkshire con un disturbo della tiroide, posti sulla bilancia dal capotreno, si vergogneranno come clienti di peripatetiche da strada, scoperti a trattare il cum quibus. I pochi fortunati che potranno metter quattro piedi sul treno dovranno poi essere muniti di trasportino e certificato veterinario, rilasciato da meno di un mese, che attesti l’assenza di malattie parassitarie o trasmissibili. Gli extracomunitari clandestini con colera e tubercolosi possono viaggiare liberamente, e senza biglietto, urinando e sputando nei corridoi di seconda classe, tanto più sudici di così li hanno solo nei paesi di periferia del Sudan, presi a modello per i nostri convogli. Se queste sono le indicazioni date a Trenitalia dall’Istituto Superiore di Sanità, c’è da stare allegri sulle nostre istituzioni di medicina pubblica. Vediamola in pratica, questa genialata. Il padrone di un cane fortunato che pesa 4 kg. va dal veterinario trenta giorni prima di prendere il treno per la certificazione. Per certificare che l’animale non ha parassiti o malattie bisognerà pur visitarlo o ci accontentiamo di usare il famoso modello “all’italiana”? Visita, eventuali esami, certificazione, trasportino (omologato di certo)… Chi paga alla fine, il proprietario, Trenitalia, Pantaleone? O qualcuno pensa che i veterinari debbano fare tutto gratis, tanto generano prole che va ad aria anziché a pagnotte? E se dopo una settimana dalla visita il cane va a passeggio in un prato e si riempie di zecche o contrae la leptospirosi? Qualche genio mi dice a cosa è servito quel certificato? Non è che zecche e pulci ci mettano un mese ad accomodarsi. Basta un attimo. Ma soprattutto che c’azzecca il numero di zecche (scusate il bisticcio) con il peso? Sempre che di zecche e pulci si tratti, perché il problema dei treni riguarda spesso cimici e piattole e qui cani e gatti non c’entrano nulla. Mi viene un dubbio: che Trenitalia mandi a piedi i grassottelli perché si prende cura dei loro trigliceridi?
Dal primo di ottobre dunque se avete un cane o un gatto che supera i 6 chili di peso, non potete viaggiare sui treni del Bel Paese. Se pesa meno di 6 chili obbligatorio il trasportino e un certificato veterinario, tanto per semplificare la vita a chi possiede cani e gatti. Faccio una rapida rivisitazione mnemonica delle razze canine e dei loro incroci e sono certo di non sbagliare se affermo che oltre il 90% dei cani italiani non potranno viaggiare sui treni. Un Cocker adulto pesa attorno al doppio della soglia limite e non mi pare sia proprio un gigante. Senza contare cani e gatti sovrappeso o francamente obesi: un Barboncino un po’ grassottello o uno Yorkshire con un disturbo della tiroide, posti sulla bilancia dal capotreno, si vergogneranno come clienti di peripatetiche da strada, scoperti a trattare il cum quibus. I pochi fortunati che potranno metter quattro piedi sul treno dovranno poi essere muniti di trasportino e certificato veterinario, rilasciato da meno di un mese, che attesti l’assenza di malattie parassitarie o trasmissibili. Gli extracomunitari clandestini con colera e tubercolosi possono viaggiare liberamente, e senza biglietto, urinando e sputando nei corridoi di seconda classe, tanto più sudici di così li hanno solo nei paesi di periferia del Sudan, presi a modello per i nostri convogli. Se queste sono le indicazioni date a Trenitalia dall’Istituto Superiore di Sanità, c’è da stare allegri sulle nostre istituzioni di medicina pubblica. Vediamola in pratica, questa genialata. Il padrone di un cane fortunato che pesa 4 kg. va dal veterinario trenta giorni prima di prendere il treno per la certificazione. Per certificare che l’animale non ha parassiti o malattie bisognerà pur visitarlo o ci accontentiamo di usare il famoso modello “all’italiana”? Visita, eventuali esami, certificazione, trasportino (omologato di certo)… Chi paga alla fine, il proprietario, Trenitalia, Pantaleone? O qualcuno pensa che i veterinari debbano fare tutto gratis, tanto generano prole che va ad aria anziché a pagnotte? E se dopo una settimana dalla visita il cane va a passeggio in un prato e si riempie di zecche o contrae la leptospirosi? Qualche genio mi dice a cosa è servito quel certificato? Non è che zecche e pulci ci mettano un mese ad accomodarsi. Basta un attimo. Ma soprattutto che c’azzecca il numero di zecche (scusate il bisticcio) con il peso? Sempre che di zecche e pulci si tratti, perché il problema dei treni riguarda spesso cimici e piattole e qui cani e gatti non c’entrano nulla. Mi viene un dubbio: che Trenitalia mandi a piedi i grassottelli perché si prende cura dei loro trigliceridi?
18 feb 2008
VIAGGETTO A BARCELLONA : CONTINUA...
Ciao amici!
Tristemente annuncio il mio rientro in questa valle di lacrime...!! Solo pochi giorni fà passeggiavo per il Barri Gotic e adesso mi ritrovo in questa schifezza di città!!! Ah! Me tapina...
L'inizio di questa giornata lavorativa non è stato dei migliori, infatti già scopro che in questo scantinato di ufficio (sono letteralmente in una ex grotta/cantina adibita ad ufficio) è finito il gas nella bombola della stufa, e ovviamente passeranno un paio di giorni prima che venga ripristinata di nuovo. Per distrarmi dalla triste realtà voglio raccontarvi com'è andata lì a Barcellona... Inutile dire che era la città splendida di sempre, piena di vita, di colori, di giovani, di etnie diverse e profumi diversi. Il nostro ostello era letteralmente una schifezza, ma per il tempo che ci abbiamo trascorso... non abbiamo avuto nemmeno occasione di lamentarci dei letti perchè crollavamo subito appena ci stendevamo!!! Dalle 9 del mattino fino alle 23 di sera eravamo in giro. Siamo stati davvero dappertutto: Rambla, Boqueria, Barceloneta, Barri Gotic, Parco Guell, Cattedrale, Sagrada Familia, Montjuic e vari musei. L'unica delusione, non siamo riusciti a vedere in funzione la Fuente Magica (io l'avevo già vista ma ci tenevo che la vedesse Peppe...). Pazienza!
C'erano tantissimi fiori, tanti animali nelle gabbiette, delle rane stranissime che sembravano di porcellana, topolini minuscoli, criceti, furetti, porcellini d'india, galline, galli, tartarughe, paperette e tanti tanti pappagalli!!!! Un pò mi dispiaceva vederli lì, ho ancora il ricordo di alcuni criceti impazziti che a tutti i costi volevano venir fuori dalle loro gabbiette camminando su e giù su due zampe...!! Siamo stati alla Boqueria, il mercato popolare della città dove vendevano frutta di mille tipi, la più assurda, pesce freschissimo e spesso stranissimo, e carni (niente di esaltante in questo). Ho mangiato il fiore del cactus ed ho scoperto che non solo è bellissimo ma è buonissimo. Si chiama pitaya ed è un frutto fuxia dal sapore dolce, tipo una sorta di kiwi, ma più delicato e assolutamente non aspro.
Vicino la Boqueria, ho mangiato poi la paella più buona che ho assaggiato in vita mia, naturalmente vegetariana, che devo assolutamente provare a fare a casa!! A Peppe ho fatto provare quella mista, la classica di carne e pesce, che è stata richiesta per la sera del mio compleanno, il 27 Febbraio, perchè ormai è di rito cucinare per tutti gli invitati piatti etnici e sfiziosi senza ridurmi alle solite pizzette di rosticceria.
Ho rivisto con piacere una sala espositiva dedicata a Dalì (da non confondere con la casa-museo che sta a Figueres, nella sua città natale), e li mi sono sbizzarrita a fare un casino di foto. Non posso postarle tutte, ma vi concedo quella con i prosciutti in bella mostra, stravaccata sulla mitica poltrona bocca. Ci sono tantissime stampe, disegni, fotografie della sua vita. Molte sono anche le sculture, che spesso richiamano i suoi dipinti più particolari. Interessante è la sala sotterranea, al buio, da cui si accede scostando un drappo rosso sangue. Ci sono tante piccole sculture deformi e le foto del suo funerale.

Sfiniti quanto mai siamo anche giunti al Parco Guell, uno tra i più famosi del mondo artisticamente parlando, questo perchè nella sua immensità, sono state costruite strutture, colonne, piazzette, tutto secondo il pensiero di Gaudì. Vi lascio immaginare archi storti, colonne pendenti, decorazioni a mosaico e forme irregolari. Nel parco, ci sono un' infinità di colombi ma ogni tanto sbucano anche dei simpatici pappagalli verdi. Il primo incontro con un pappagallino, è stato in pausa pranzo, quando, mentre buttavo sulla strada delle briciole di pane per i colombi, questo è sceso da un ramo in picchiata e si è fregato il pezzo di pane pù grande, per poi ritornarsene sull'albero. Meravigliata della presenza del pappagallino, ho chiesto ad un' agente della sicurezza se era normale che ci fossero pappagalli nel parco, e lei mi ha risposto che non era il solo ad essere lì, bensì ce n'era una colonia che era scappata da una gabbia all'aereoporto e che si era adattata lì, nidificando. Ma questo forse non sembra niente di speciale! La cosa bella è che mentre ero sdraiata al sole si è appollaiato vicino a noi uno stranissimo uccello...
Assurdo! Probabilmente si sono accoppiati un colombo ed un pappagallo dando vita ad un coloratissimo ibrido!!!!!

Tristemente annuncio il mio rientro in questa valle di lacrime...!! Solo pochi giorni fà passeggiavo per il Barri Gotic e adesso mi ritrovo in questa schifezza di città!!! Ah! Me tapina...
L'inizio di questa giornata lavorativa non è stato dei migliori, infatti già scopro che in questo scantinato di ufficio (sono letteralmente in una ex grotta/cantina adibita ad ufficio) è finito il gas nella bombola della stufa, e ovviamente passeranno un paio di giorni prima che venga ripristinata di nuovo. Per distrarmi dalla triste realtà voglio raccontarvi com'è andata lì a Barcellona... Inutile dire che era la città splendida di sempre, piena di vita, di colori, di giovani, di etnie diverse e profumi diversi. Il nostro ostello era letteralmente una schifezza, ma per il tempo che ci abbiamo trascorso... non abbiamo avuto nemmeno occasione di lamentarci dei letti perchè crollavamo subito appena ci stendevamo!!! Dalle 9 del mattino fino alle 23 di sera eravamo in giro. Siamo stati davvero dappertutto: Rambla, Boqueria, Barceloneta, Barri Gotic, Parco Guell, Cattedrale, Sagrada Familia, Montjuic e vari musei. L'unica delusione, non siamo riusciti a vedere in funzione la Fuente Magica (io l'avevo già vista ma ci tenevo che la vedesse Peppe...). Pazienza!
La Rambla era coloratissima come sempre, c'era un casino pazzesco (!!!) e molti artisti di strada. Ho rivisto gli stessi di anni fà tipo Giulio Cesare, l'uomo con la testa tagliata nella padella, i due personaggi in bicicletta con gli scheletri e l'uomo invisibile! New entry, un agitatissimo Michael Jackson e un acrobata vestito da calciatore che faceva centinaia di palleggi con 3 palloni di cuoio.
C'erano tantissimi fiori, tanti animali nelle gabbiette, delle rane stranissime che sembravano di porcellana, topolini minuscoli, criceti, furetti, porcellini d'india, galline, galli, tartarughe, paperette e tanti tanti pappagalli!!!! Un pò mi dispiaceva vederli lì, ho ancora il ricordo di alcuni criceti impazziti che a tutti i costi volevano venir fuori dalle loro gabbiette camminando su e giù su due zampe...!! Siamo stati alla Boqueria, il mercato popolare della città dove vendevano frutta di mille tipi, la più assurda, pesce freschissimo e spesso stranissimo, e carni (niente di esaltante in questo). Ho mangiato il fiore del cactus ed ho scoperto che non solo è bellissimo ma è buonissimo. Si chiama pitaya ed è un frutto fuxia dal sapore dolce, tipo una sorta di kiwi, ma più delicato e assolutamente non aspro.
Vicino la Boqueria, ho mangiato poi la paella più buona che ho assaggiato in vita mia, naturalmente vegetariana, che devo assolutamente provare a fare a casa!! A Peppe ho fatto provare quella mista, la classica di carne e pesce, che è stata richiesta per la sera del mio compleanno, il 27 Febbraio, perchè ormai è di rito cucinare per tutti gli invitati piatti etnici e sfiziosi senza ridurmi alle solite pizzette di rosticceria.

Sfiniti quanto mai siamo anche giunti al Parco Guell, uno tra i più famosi del mondo artisticamente parlando, questo perchè nella sua immensità, sono state costruite strutture, colonne, piazzette, tutto secondo il pensiero di Gaudì. Vi lascio immaginare archi storti, colonne pendenti, decorazioni a mosaico e forme irregolari. Nel parco, ci sono un' infinità di colombi ma ogni tanto sbucano anche dei simpatici pappagalli verdi. Il primo incontro con un pappagallino, è stato in pausa pranzo, quando, mentre buttavo sulla strada delle briciole di pane per i colombi, questo è sceso da un ramo in picchiata e si è fregato il pezzo di pane pù grande, per poi ritornarsene sull'albero. Meravigliata della presenza del pappagallino, ho chiesto ad un' agente della sicurezza se era normale che ci fossero pappagalli nel parco, e lei mi ha risposto che non era il solo ad essere lì, bensì ce n'era una colonia che era scappata da una gabbia all'aereoporto e che si era adattata lì, nidificando. Ma questo forse non sembra niente di speciale! La cosa bella è che mentre ero sdraiata al sole si è appollaiato vicino a noi uno stranissimo uccello...
Assurdo! Probabilmente si sono accoppiati un colombo ed un pappagallo dando vita ad un coloratissimo ibrido!!!!!

4 gen 2007
VACANZE FINITE...
Cari amici, eccomi tornare a scribacchiare un pò mentre sgranocchio finocchi per rimediare alle scostumatezze delle vacanze natalizie.
Che dire... le ho passate che una meraviglia! La mia famiglia, gli amici, l'atmosfera, le risate, il camino, i regali ed in fine Merano! Tutto decisamente stupendo.
Purtroppo eccomi quì nella tana nascosta in un vicoletto della mia città, che come avrete capito dai post passati, non porto proprio nel cuore... rimanendo in tema frattaglie oserei dire che la porto sullo stomaco... peggio dei peperoni.
Ripensare quindi a Merano mi sembra un sogno. Come premesso, è stata messa sotto sopra. Iniziando dall'hotel, dove eravamo l'unica "famigliola" del Sud che rideva animatamente a tavola e che mangiava a sbafo, che cazzeggiava giù per il passirio, entrando nei bar più raffinati con una presenza tutt'altro che raffinata, rispondendo agli sguardi imperterriti delle vecchie bacucche "tetesche" con sorrisoni a 32 dentacci ed occhi da fuori e che ancora, si scompisciava alla stazione, alle 7 del mattino, calandosi nei panni di altoatesini saltellando felici e imitando balletti del posto. Modestamente a Kakà me lo metto in tasca, o come diciamo a Napoli "o teng comme all'ultem buttòn rà vrachett" (ti porto come l'ultimo bottone della chiusura dei pantaloni)
Ho visitato il museo di Otzi ed ho visto la mummia con i miei occhi: impressionante. Peccato che il museo era privato, tutto arraffato dalla provincia autonoma di Bolzano, quindi per un ricordo o una fotografia, dovevi pegnorare un rene nel negozio souvenir.
Ho visitato il museo della Donna ovviamente privato, ma foto o meno ne è valsa la pena, in quanto ricco di informazioni e ben curato.
Chiaramente non mi sono fatta sfuggire nemmeno un giorno i Mercatini di Natale ma un'esperienza indimenticabile è stata sicuramente visitare il Castello Principesco della città e vedere (anche se da lontano) il Castel Tirolo, il più importante castello della regione.
Un'altra esperienza indubbiamente divertente e rilassante allo stesso tempo, l'ho vissuta alle Terme.
Eh già perchè queste terme hanno la particolarità di essere istallate sia in un' ambiente chiuso che all'aperto, tra le montagne innevate! Ed i prezzi poi ottimi, solo 8€ ogni due ore di trattamento! A Pasqua, una settimana, e chi ce la toglie...!
Il Capodanno è stato spassoso, a parte il conto alla rovescia sul Passirio, dove ognuno andava letteralmente per i fatti suoi, e i ragazzacci punk che si prendevano a pugni tra le bottiglie rotte sulle note di My Sharona, io mia madre e mia sorella, abbiamo optato per via Cassa di Risparmio, dove all'entrata di questa, era stato allestito un palco su cui si sono scatenati i "William T. and The Black 50'”, bravissimi altoatesini in veste preasleyana! Ho ballato per 2 ore no-stop in prima fila!!!! (...ed il batterista era così affascinante...)
Che dire... le ho passate che una meraviglia! La mia famiglia, gli amici, l'atmosfera, le risate, il camino, i regali ed in fine Merano! Tutto decisamente stupendo.
Purtroppo eccomi quì nella tana nascosta in un vicoletto della mia città, che come avrete capito dai post passati, non porto proprio nel cuore... rimanendo in tema frattaglie oserei dire che la porto sullo stomaco... peggio dei peperoni.
Ripensare quindi a Merano mi sembra un sogno. Come premesso, è stata messa sotto sopra. Iniziando dall'hotel, dove eravamo l'unica "famigliola" del Sud che rideva animatamente a tavola e che mangiava a sbafo, che cazzeggiava giù per il passirio, entrando nei bar più raffinati con una presenza tutt'altro che raffinata, rispondendo agli sguardi imperterriti delle vecchie bacucche "tetesche" con sorrisoni a 32 dentacci ed occhi da fuori e che ancora, si scompisciava alla stazione, alle 7 del mattino, calandosi nei panni di altoatesini saltellando felici e imitando balletti del posto. Modestamente a Kakà me lo metto in tasca, o come diciamo a Napoli "o teng comme all'ultem buttòn rà vrachett" (ti porto come l'ultimo bottone della chiusura dei pantaloni)
Ho visitato il museo di Otzi ed ho visto la mummia con i miei occhi: impressionante. Peccato che il museo era privato, tutto arraffato dalla provincia autonoma di Bolzano, quindi per un ricordo o una fotografia, dovevi pegnorare un rene nel negozio souvenir.
Ho visitato il museo della Donna ovviamente privato, ma foto o meno ne è valsa la pena, in quanto ricco di informazioni e ben curato.
Chiaramente non mi sono fatta sfuggire nemmeno un giorno i Mercatini di Natale ma un'esperienza indimenticabile è stata sicuramente visitare il Castello Principesco della città e vedere (anche se da lontano) il Castel Tirolo, il più importante castello della regione.
Un'altra esperienza indubbiamente divertente e rilassante allo stesso tempo, l'ho vissuta alle Terme.
Eh già perchè queste terme hanno la particolarità di essere istallate sia in un' ambiente chiuso che all'aperto, tra le montagne innevate! Ed i prezzi poi ottimi, solo 8€ ogni due ore di trattamento! A Pasqua, una settimana, e chi ce la toglie...!
Il Capodanno è stato spassoso, a parte il conto alla rovescia sul Passirio, dove ognuno andava letteralmente per i fatti suoi, e i ragazzacci punk che si prendevano a pugni tra le bottiglie rotte sulle note di My Sharona, io mia madre e mia sorella, abbiamo optato per via Cassa di Risparmio, dove all'entrata di questa, era stato allestito un palco su cui si sono scatenati i "William T. and The Black 50'”, bravissimi altoatesini in veste preasleyana! Ho ballato per 2 ore no-stop in prima fila!!!! (...ed il batterista era così affascinante...)
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