L'acero indossa una sciarpa più gaia, E la campagna una gonna scarlatta. Ed anch'io, per non essere antiquata, Mi metterò un gioiello.

-Emily Dickinson-

14 feb 2007

LA HOTLIX, IL MESSICO... E IL PIACERE DI MANGIARE I GRILLI

Ieri sera cenando al messicano, mentre intingevo nachos nello squisitissimo guacamole (yum!) rimuginavo a quel dannato pomeriggio di 3 anni fa, dove durante la mia lunga permanenza in Messico, il papà del mio ex sghignazzava contento mentre sotto mentite spoglie mi aveva rifilato da mangiare un piatto di "escamoles", autentiche uova di formica.
Insomma, pare che nel resto del mondo, non è poi così assurdo alimentarsi con insettini, permettetemelo di dire, disgustosi.
Addirittura, la fabbrica dolciaria "Hotlix", ha messo sul mercato lecca lecca di scorpione, grilletti ricoperti al cioccolato, barrette di cioccolato alle formiche!!!
Non ci credete?!? Date uno sguardo con i vostri occhi!

Navigando sul web, poi, ho trovato un articolo in un portale messicano, davvero molto interessante, che ho tradotto per voi:

L'entomofagia abituale del Messico richiamò poderosamente l'attenzione dei primi cronisti della conquista e colonizzazione del posto, per esempio Frate Bernardino di Sahagún (1988) racconta il consumo di insetti, vermi e fiori: "… mangiavano alcune formiche con chiltécpitl (peperoncino). Mangiavano anche alcune aragoste che si chiamano "chapolin chichiahua" che tradotto significa "grilli in cassuola".
Mangiavano anche alcuni vermi che si chiamano "meocuilti chitecpin mollo" che tradotto significa "vermi del maguey con chiltecpinmolli" (Aegiale hesperiaris , il chiltecpinmolli è una varietà di peperoncino) ..."
A parte menziona altri vermi: di mais cinocuili ed alcuni acquatici come l'ocuiliztac, l'atelepitz, l'atopinan e l'ahuihuilla.
Sahagún menziona il consumo di fiori come l'ayaxochquílitl o fiore di zucca; parla anche di xoxouhqui tlilxochyo che è una bibita fatta con tlilxóxitl tenero (fiore nero di vaniglia) e cacao macinato.
Tra gli insetti più conosciuti in Mesoamerica, i nativi mangiavano l'ezcahuhitli, le uova di una mosca; gli escamoles, uova di formica; le formiche chicatanas; le cimici acquatiche chiamate "axayácatl" di cui mangiavano le uova che pare abbiano lo stesso sapore del caviale;
In alcuni regioni dell' Oaxaca sfruttavano una cimice molto grande (la "xamue"), di cui succhiavano solo l'addome per estrarre una specie di miele, che veniva poi lasciata viva affinché riproducesse di nuovo il dolce nettare. Nella loro dieta inoltre c'erano i meocuili (vermi bianchi) che si allevavano tra le prodigiose piante di maguey (agave americana), ed i tecaoli, di colore rosso, i chilamuiles ed in fine i jumiles, piccoli insetti che si mangiano vivi condendoli con sale e limone.
Questo piatto gli spagnoli erano abituati a mangiarlo nei giorni di venerdì, quando le carni rosse non erano permesse.
Alla loro dieta di libellule, mosche, zanzare, formiche e vermi, aggregarono farfalle, bruchi, gorgoglioni e pidocchi.
La storia dice che quando gli aztechi arrivarono al lago di Anáhuac alla ricerca del terra promessa, abitarono per qualche tempo il dorso di Chapultepec, così denominato per l'abbondanza di grilli.
I viaggiatori non si scoraggiarono, anzi, incominciarono a mangiare i grilli privandoli di zampe, ali ed antenne.
Le cavallette come gli scarabei che mangiano ancora gli abitanti di Michoacán, furono un boccone delizioso come lo fu in Egitto.
Gli insetti sono elementi vivi e vitali intorno alla cucina, sempre presenti per la loro gran adattabilità ambientale ed il loro smisurato potere di riproduzione.
Holt (1885) segnalò che gli insetti commestibili sono erbivori e più puliti delle lumache, cozze, ostriche, gamberi ed altri bocconi altamente apprezzati da i gourmets di differenti razze. Questo tipo di alimentazione è molto abbondante per la quantità di uova che formiche, api, termiti, mosche e zanzare producono per minuto.
Le termiti creano fino a 36.000 uova per giorno, cioè 25 per minuto. Le formiche possono crearne 340.000 al giorno, cioè un uovo per minuto. I gorgoglioni, durante i 45 giorni di vita media, si riproducono da 5 a 7 individui per giorno.

Tratto da: "Fray Bernardino de Sahagún. 1988. Historia General de las cosas de la Nueva España. Tomo 2, Cap.XIII, p. 514. Consejo Nqcional Para la Cultura y las Artes, Alianza Editorial Mexicana."

Buon appetito.
Scà.

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